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Innanzitutto la profondità: minore è lo spessore della lettera maggiore è il rischio dell’effetto ‘striatura’, dovuto all’angolo di diffusione della luce. In questo caso, sotto alcune misure.

è preferibile utilizzare una striscia LED, che offre minori spessori e una maggiore modularità dei punti luce, mentre il neon, avendo una dimensione tubolare, potrebbe lasciare delle zone d’ombra, soprattutto in presenza di spigoli vivi o angoli retti.

01 È anche da notare che, a parità di temperatura di colore, le tonalità di due diverse radiazioni luminose possono apparire lievemente differenti, come, per esempio, quella emessa da una lampada fluorescente trifosforo e quella emessa da una lampada fluorescente pentafosforo.

Temperatura di colore

Temperatura di colore è un termine usato in illuminotecnica, in fotografia e in altre discipline correlate per quantificare la tonalità della luce. Si misura in kelvin. Come è noto, lo spettro luminoso emesso da un corpo nero presenta un picco di emissione determinato, in base alla legge di Wien, dalla sua temperatura. Una sorgente reale differisce da un corpo nero ideale, tuttavia ai fini esplicatvi, si ammette che l’analogia rimanga valida. Pertanto, si definisce temperatura di colore di una data radiazione luminosa la temperatura che dovrebbe avere un corpo nero affinché la radiazione luminosa emessa da quest’ultimo appaia cromaticamente la più vicina possibile alla radiazione considerata.

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Una temperatura bassa – sempre nell’incandescenza, intorno ai 2.000K) – corrisponde a un colore arancione. Scendendo si passa gradualmente al rosso e all’infrarosso, non più visibile, mentre salendo di qualche migliaio di kelvin la luce si fa prima bianca, quindi azzurra, violetta e ultravioletta. Quando si dice che una luce è calda, questa corrisponde a una temperatura di colore bassa, viceversa una temperatura maggiore produce una luce definita fredda. Tale definizione ha una motivazione psicologica, poiché la nostra mente tende ad associare a colori come il rosso o il giallo-arancio l’idea di caldo e a colori come il bianco o l’azzurro l’idea di freddo. .
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Nelle lampade a scarica non fluorescenti il colore è determinato dallo spettro di emissione del gas alla pressione a cui si trova. Nelle lampade fluorescenti, anch’esse lampade a scarica ma che producono luce attraverso un procedimento elettrochimico diverso, dove la vera e propria scarica elettrica provoca l’eccitazione, e perciò la luminescenza, delle polveri fluorescenti depositate uniformemente all’interno della lampada stessa, la tonalità della luce dipende dalla scelta del materiale fluorescente utilizzato (per questo si possono avere lampade a fluorescenza di colori differenti. Si noti che il fenomeno della fluorescenza differisce solo qualitativamente da quello della fosforescenza, essendo entrambi processi di interazioni tra radiazione e materia di tipo non risonante, cioè con conversione di energia (e quindi di frequenza); la differenza principale consiste nel fatto che la fluorescenza è caratterizzata da una dinamica instabile, mentre la fosforescenza da una dinamica metastabile: in altri termini nel primo caso, al cessare dell’eccitazione causante la luminescenza, l’emissione di luce è pressoché istantanea, nel secondo caso può durare a lungo. Ricordiamo, inoltre, che le lampade appartenenti alla categoria delle fluorescenti non hanno nulla a che fare con le lampade al Neon, usate in prevalenza per le insegne commerciali.
Spesso sono riportate le temperature di colore del bianco dei monitor per PC, siano essi di tipo CRT, LCD o al plasma, ma questa temperatura, in realtà, non avrebbe senso, in quanto tale bianco è prodotto per metamerismo dalla somma dei colori fondamentali (Red, Green e Blue) prodotti dai diversi fosfori.

 

Temperatura bassa

Una temperatura bassa – sempre nell’incandescenza, intorno ai 2.000K) – corrisponde a un colore arancione. Scendendo si passa gradualmente al rosso e all’infrarosso, non più visibile, mentre salendo di qualche migliaio di kelvin la luce si fa prima bianca, quindi azzurra, violetta e ultravioletta

Quando si dice che una luce è calda, questa corrisponde a una temperatura di colore bassa, viceversa una temperatura maggiore produce una luce definita fredda. Tale definizione ha una motivazione psicologica, poiché la nostra mente tende ad associare a colori come il rosso o il giallo-arancio l’idea di caldo e a colori come il bianco o l’azzurro l’idea di freddo.

Un corpo solido riscaldato all’incandescenza emette prevalentemente nella gamma della luce visibile e la lunghezza d’onda del picco di emissione varia al variare della temperatura

Nelle normali lampade a incandescenza la lunghezza d’onda è spostata verso valori maggiori e la luce prodotta, intorno a un valore di 2.800K presenta una componente gialla accesa nettamente maggioritaria. Nelle lampade alogene si riesce ad aumentare la temperatura del filamento ottenendo una luce gialla intermedia quindi con uno spostamento verso il bianco, intorno a un valore di 3.200K.

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